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Il monitoraggio non è solo un viaggio: ecco come controlliamo i progetti, ogni giorno

Ogni anno riceviamo una domanda che è più che legittima:

“Quest’anno andrete a fare il viaggio di monitoraggio?”

La risposta, questa volta, è diversa dal solito, infatti nel 2026 non è previsto un viaggio di monitoraggio.
Vogliamo raccontarvi il perché visto che la trasparenza, per noi, non è un obbligo. È il modo in cui abbiamo sempre scelto di lavorare.

Fare monitoraggio non significa prendere un aereo

Quando si parla di sostegno a distanza, molte persone immaginano che il controllo dei progetti coincida con il viaggio nei Paesi in cui operiamo. In parte è vero. Visitare un centro significa osservare con i propri occhi, incontrare i bambini, parlare con le responsabili, vedere i cambiamenti e comprendere meglio il contesto. Ma sarebbe un errore pensare che il monitoraggio esista solo quando siamo fisicamente presenti.
In realtà, il viaggio rappresenta solo uno degli strumenti che utilizziamo.
Il monitoraggio vero è un lavoro continuo, fatto ogni settimana dell’anno.

Perché quest’anno non partiremo

La decisione di non programmare un viaggio nel 2026 nasce da una scelta di responsabilità.  In questo periodo l’associazione sta affrontando alcune importanti attività organizzative e burocratiche interne, che richiedono tempo ed energie. Inoltre, il periodo più adatto per visitare alcuni dei nostri centri non coincide con le esigenze organizzative delle responsabili locali.
Quando organizziamo un viaggio, di fatto, non scegliamo una data a caso. 
Cerchiamo sempre il momento migliore per essere davvero utili.

Evitiamo, ad esempio:

  • i periodi di esami scolastici;
  • i mesi in cui le scuole sono chiuse;
  • le stagioni climatiche più difficili, quando piogge intense o condizioni delle strade renderebbero gli spostamenti complicati.

Un viaggio di monitoraggio deve aiutare il progetto, non ostacolarlo.
Per questo, a volte, la scelta migliore è aspettare il momento giusto.

Ma quindi come controlliamo i progetti?

La risposta è semplice: li controlliamo tutto l’anno.
Esiste un sistema di monitoraggio che non si interrompe mai e che ci permette di conoscere costantemente ciò che accade nei centri.

Due videochiamate ufficiali ogni anno

Ogni centro partecipa ad almeno due videochiamate di monitoraggio durante l’anno.
Non sono semplici saluti. Sono incontri strutturati durante i quali affrontiamo temi precisi:

  • andamento del progetto;
  • situazione dei bambini;
  • eventuali difficoltà;
  • nuovi bisogni;
  • cambiamenti nella comunità;
  • prospettive per i mesi successivi.

Quando emergono situazioni particolari, naturalmente, le videochiamate aumentano.

foto di gruppo a casa di harshita

Aggiornamento su ogni bambino

Ogni anno chiediamo alle responsabili un aggiornamento dettagliato sui bambini sostenuti.
Non ci interessa soltanto sapere se stanno bene ma vogliamo capire:

  • come procede la scuola;
  • se frequentano con regolarità;
  • se ci sono difficoltà familiari;
  • se hanno problemi di salute;
  • se stanno vivendo situazioni che richiedono maggiore attenzione.

Perché dietro ogni sostegno a distanza c’è una persona, non un numero.

Monitoriamo anche il centro

Ogni anno chiediamo un aggiornamento completo del centro.
Vogliamo sapere, ad esempio:

  • come è cambiata la situazione economica della comunità;
  • quali nuove difficoltà stanno affrontando le famiglie;
  • se ci sono problemi sanitari;
  • se sono aumentati o diminuiti i bambini accolti;
  • quali nuove necessità stanno emergendo.

Il contesto cambia continuamente e noi dobbiamo cambiare insieme a lui.

Ogni euro viene rendicontato

All’inizio di ogni anno riceviamo anche un rendiconto economico dettagliato. È il documento che ci permette di verificare come sono stati utilizzati i fondi arrivati attraverso il sostegno a distanza.
È uno degli strumenti più importanti del nostro lavoro.
Perché la fiducia si costruisce anche attraverso numeri chiari, documenti e responsabilità.

Poi c’è il monitoraggio che non compare nei report

Ed è forse quello più importante. Le responsabili dei centri ci scrivono praticamente durante tutto l’anno.
Grazie a strumenti semplici come WhatsApp possiamo confrontarci continuamente.

Un bambino che cambia scuola.
Una famiglia in difficoltà.
Una visita medica urgente.
Una nuova attività.
Una festa.
Una crisi.
Un successo.

Non aspettiamo il viaggio successivo per scoprire cosa succede.
Lo viviamo insieme, passo dopo passo.

Anche i ragazzi del Progetto Istruzione Terziaria li sentiamo direttamente

Per il nostro Progetto Istruzione Terziaria (PIT) il rapporto è ancora più diretto.
Oltre alle responsabili, siamo in contatto anche con alcuni dei ragazzi che frequentano l’università.

Parliamo con loro. Chiediamo come stanno andando gli esami. Aspettiamo insieme i risultati. Condividiamo le difficoltà e i traguardi.

È successo anche nelle ultime settimane con i ragazzi di Kandandala: ci hanno aggiornato sull’attesa dei voti, le emozioni degli esami e i piccoli grandi passi verso il loro futuro.

Sono momenti semplici. Ma ci ricordano che il monitoraggio non significa soltanto controllare.
Significa costruire relazioni.

Il viaggio resta fondamentale

Questo non significa che i viaggi abbiano perso importanza. Anzi.
Entrare nei centri, respirarne l’atmosfera, osservare ciò che nessun report può raccontare, conoscere nuove famiglie e rafforzare il rapporto con le responsabili resta una parte fondamentale del nostro lavoro.
Quando sarà il momento giusto, torneremo a farlo. Come abbiamo sempre fatto.

Il monitoraggio è una promessa, non una destinazione

Molti pensano che il sostegno a distanza finisca con una donazione.
In realtà, è lì che inizia il lavoro più importante.

Verificare.
Ascoltare.
Fare domande.
Correggere.
Essere presenti.

Anche quando ci separano migliaia di chilometri. Perché il monitoraggio non è un viaggio ma un impegno quotidiano. Ed è uno dei motivi per cui continuiamo a credere che il sostegno a distanza possa davvero cambiare il futuro di un bambino.

Vuoi conoscere da vicino come lavoriamo?

Sul nostro sito raccontiamo con trasparenza il lavoro che svolgiamo ogni giorno, dai monitoraggi ai progetti educativi, fino alle storie dei bambini e dei ragazzi che accompagnamo nel loro percorso di crescita.

👉 Scopri il nostro Progetto di Sostegno a Distanza.

👉 Se vuoi aiutarci a continuare questo lavoro, puoi sostenere il Faggio Vallombrosano con una donazione o iniziando un sostegno a distanza.

Ogni contributo ci permette di essere presenti. Anche quando non siamo fisicamente lì.

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