Il sostegno a distanza non dura per sempre. E, forse, questa è una delle sue vittorie più belle.
Quando una persona decide di sostenere un bambino a distanza, spesso immagina un percorso che durerà molti anni. In parte è vero: alcuni bambini vengono accompagnati per gran parte della loro crescita. Ma arriva sempre un momento in cui quel percorso si conclude.
E quando succede, è normale chiedersi: che fine farà quel bambino?
La risposta, come spesso accade, è più complessa di quanto si possa immaginare.
Il sostegno a distanza ha un obiettivo preciso: accompagnare un bambino nel suo percorso di istruzione
Fin dal 1995 il Progetto di Sostegno a Distanza del Faggio Vallombrosano nasce con uno scopo molto chiaro: permettere ai bambini di studiare.
Non si tratta semplicemente di inviare un contributo economico ogni mese.
Dietro quei 26 euro c’è un lavoro quotidiano fatto dalle responsabili dei nostri centri: monitorano la frequenza scolastica, seguono il rendimento, incontrano le famiglie, intervengono quando emergono difficoltà e fanno tutto il possibile affinché quel bambino possa continuare a costruire il proprio futuro.
Per questo il sostegno termina quando il percorso educativo che può essere seguito da quel centro arriva alla sua conclusione. Ed è esattamente ciò che dovrebbe accadere.
Perché alcuni bambini terminano il sostegno prima di altri?
Ogni centro è diverso.
Ogni Paese ha regole, opportunità e limiti differenti.
In alcuni centri il bambino può essere seguito fino al termine delle scuole superiori.
In altri, invece, il progetto educativo termina dopo la scuola primaria o secondaria.
Non è una scelta del Faggio Vallombrosano. È una caratteristica del centro stesso.
In alcuni casi esistono limiti organizzativi. In altri casi esistono addirittura limiti normativi: alcuni centri, per legge, non possono più accogliere ragazzi oltre una determinata età. E senza la presenza quotidiana del ragazzo nel centro diventa difficile e spesso impossibile continuare quel monitoraggio costante che rappresenta il cuore del nostro progetto.
Il monitoraggio è la parte più importante del sostegno
Una delle caratteristiche che rende il nostro sostegno a distanza diverso da una semplice donazione è proprio questa.
Le responsabili conoscono personalmente ogni bambino.
Conoscono la sua famiglia.
Sanno quali difficoltà sta vivendo.
Lo vedono crescere.
Lo incoraggiano quando vorrebbe mollare.
Intervengono quando percepiscono che qualcosa non va.
Questo lavoro richiede tempo, presenza e una conoscenza profonda del territorio e della comunità.
Se il ragazzo non frequenta più il centro, nella maggior parte dei casi tutto questo non è più possibile.
Ed è proprio per tutelare la qualità del progetto che il sostegno viene concluso.
Esistono delle eccezioni?
Sì. Ed è proprio qui che emerge quanto sia prezioso il lavoro delle responsabili. Ci sono situazioni particolari in cui decidono di continuare a seguire un ragazzo anche oltre il normale percorso previsto.
Può succedere quando la famiglia vive molto vicino al centro.
Quando uno dei familiari collabora con la struttura.
Quando il ragazzo continua a frequentare regolarmente le attività.
O quando esistono particolari fragilità che rendono importante mantenere quel legame.
Sono decisioni che non possiamo prendere noi dall’Italia. Perché nessuno conosce quelle famiglie meglio delle responsabili che vivono ogni giorno accanto a loro. Ed è proprio per questo che ci affidiamo completamente alla loro esperienza.
E se quel ragazzo volesse continuare a studiare?
Ed è qui che nasce una delle parti più emozionanti del nostro lavoro.
Alcuni ragazzi finiscono la scuola… ma non vogliono fermarsi.
Sognano di diventare insegnanti. Infermieri. Educatori. Tecnici. Professionisti.
Sognano l’università.
O un corso professionalizzante.
Quando le responsabili ritengono che il ragazzo abbia l’impegno, le capacità e le condizioni per affrontare questo percorso, ci propongono di accompagnarlo ancora.
Nasce così il Progetto di Istruzione Terziaria (PIT).
Il sostenitore può scegliere come continuare il viaggio
Quando un ragazzo entra nel PIT, il sostenitore non è obbligato a fare nulla.
Il suo percorso di sostegno a distanza può considerarsi concluso.
E questo va benissimo.
Se però desidera continuare a camminare accanto a quel ragazzo, può scegliere diverse possibilità.
Può iniziare il sostegno di un nuovo bambino.
Può destinare la stessa cifra mensile al Progetto di Istruzione Terziaria.
Oppure può decidere di contribuire in misura maggiore (se necessario) al percorso universitario o professionale del ragazzo.
Non esiste una scelta giusta. Esiste solo quella più adatta alle proprie possibilità.
Il nostro compito è offrire tutte le informazioni necessarie affinché ogni sostenitore possa decidere con serenità.
Il PIT non vive solo grazie agli ex sostenitori
È una domanda che riceviamo spesso. La risposta è no.
Il Progetto di Istruzione Terziaria vive grazie a una raccolta fondi dedicata.
Questo perché i costi dell’università o dei corsi professionali sono molto diversi rispetto a quelli della scuola primaria o secondaria.
Tasse universitarie.
Materiale.
Trasporti.
Libri.
Sono spese importanti che difficilmente potrebbero essere sostenute da un solo donatore.
Per questo abbiamo scelto di creare un fondo dedicato, capace di accompagnare quei ragazzi che dimostrano impegno, costanza e voglia di costruirsi un futuro.
Il momento più bello? Quando il sostegno cambia forma
Quando un bambino conclude il proprio sostegno a distanza non significa che il progetto abbia fallito.
Significa, molto spesso, che ha raggiunto il suo primo grande obiettivo.
Quel bambino ha imparato a leggere e scrivere. Ha studiato. È cresciuto. Ha avuto qualcuno che ha creduto in lui. E, qualche volta, ha trovato il coraggio di sognare ancora più in grande.
Per noi il successo non è mantenere un sostegno aperto il più a lungo possibile. È arrivare al giorno in cui quel bambino può guardare avanti e dire: “Adesso tocca a me.”
Cosa succede dopo? La verità è che non esiste un finale uguale per tutti
È forse la domanda più difficile.
Quando un bambino conclude il percorso di sostegno a distanza… cosa succede davvero?
Succede il miracolo? No.
E crediamo sia importante dirlo con sincerità.
Per quanto quel bambino abbia avuto un’opportunità in più rispetto a tanti suoi coetanei, continua comunque a vivere nello stesso contesto in cui è nato. Un contesto dove trovare un lavoro dignitoso è difficile, dove la povertà continua a pesare sulle scelte quotidiane, dove spesso la priorità non è costruire il futuro, ma riuscire semplicemente ad arrivare a domani.
Molti ragazzi rimangono inevitabilmente intrappolati nelle difficoltà della loro comunità.
Perché il sostegno a distanza non cambia un Paese.
Non elimina la povertà. Non cancella le disuguaglianze.
Quello che fa è molto più silenzioso, ma anche molto più profondo.
Permette a un bambino di imparare a leggere e scrivere. Di sviluppare un pensiero critico. Di credere che esista un’alternativa. Di incontrare adulti che gli ripetono, ogni giorno, che vale la pena continuare a studiare.
E questo cambia completamente il punto di partenza.
Per alcuni sarà sufficiente per trovare un lavoro dignitoso. Per altri significherà riuscire a mantenere la propria famiglia senza ripetere gli stessi schemi vissuti da bambini. Per altri ancora diventerà l’inizio di un percorso universitario o professionale.
Negli anni abbiamo conosciuto tanti ragazzi che, dopo essere cresciuti nei nostri centri, sono diventati insegnanti, infermieri, educatori, impiegati, professionisti. Persone che oggi vivono una vita diversa da quella che sembrava già scritta per loro. Non sono tutti. E non vogliamo raccontare che succeda sempre. Ma sono la dimostrazione concreta che, quando a un bambino viene data un’opportunità, quella possibilità può trasformarsi in una storia completamente diversa.
Perché il nostro obiettivo non è promettere un finale perfetto. È fare tutto il possibile affinché ogni bambino abbia almeno la possibilità di scriverlo da sé.
Anche tu puoi accompagnare il futuro di un ragazzo
Ogni anno alcuni bambini concludono il loro percorso di sostegno a distanza.
Alcuni iniziano a lavorare.
Altri terminano gli studi previsti dal centro.
E qualcuno riceve un’opportunità ancora più grande: continuare a studiare.
Con una donazione al Progetto di Istruzione Terziaria puoi permettere a questi ragazzi di non fermarsi proprio sul traguardo più importante. Perché nessun sogno dovrebbe interrompersi solo perché manca la possibilità di continuare gli studi.
👉 Scopri il Progetto di Istruzione Terziaria
👉 Oppure scopri come funziona il nostro Progetto di Sostegno a Distanza
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