Ogni volta che un nuovo sostenitore decide di iniziare un sostegno a distanza, succede una cosa molto semplice. Una responsabile del centro può finalmente dire a un bambino:
“Da oggi possiamo aiutare anche te.”
Perché il numero di bambini che possiamo sostenere non dipende da un limite imposto dal progetto.
Dipende da una sola cosa. Quante persone decidono di camminare al loro fianco. Ed è proprio per questo che non tutti i bambini possono entrare nel sostegno a distanza nello stesso momento.
Non manca il bisogno. Mancano i sostenitori.
Nei centri con cui collaboriamo esistono moltissimi bambini che vivono situazioni di estrema fragilità. Le richieste di aiuto sono continue. Le responsabili conoscono personalmente famiglie che faticano a garantire un pasto al giorno, bambini che rischiano di abbandonare la scuola, ragazzi che crescono in contesti segnati da violenza, dipendenze, malnutrizione o totale assenza di opportunità.
Se avessimo un sostenitore per ogni bambino che ne avrebbe bisogno, sarebbe bellissimo!
Il limite, quindi, non è il numero di posti.
Il limite è il numero di persone che scelgono di sostenere un bambino.
Come vengono scelti i bambini?
Questa è probabilmente la parte più delicata di tutto il progetto. Perché scegliere significa anche sapere che, almeno per il momento, qualcun altro non lo sarà. Ed è una responsabilità enorme.
Per questo motivo la scelta non viene mai fatta dal Faggio Vallombrosano. Viene affidata alle responsabili dei nostri centri. Sono loro che vivono ogni giorno accanto ai bambini. Sono loro che conoscono ogni famiglia, ogni quartiere e ogni storia. E soprattutto sono loro che sanno dove un aiuto può davvero cambiare il corso delle cose.
Non basta essere poveri
Può sembrare una frase dura. Ma è la realtà. La povertà, nei contesti in cui operiamo, purtroppo è molto diffusa. Se il criterio fosse semplicemente “chi è povero”, quasi tutti i bambini potrebbero entrare nel progetto. Per questo le responsabili svolgono un’attenta fase di monitoraggio prima ancora che un bambino venga inserito nel sostegno a distanza.
Visitano le famiglie. Parlano con i genitori. Conoscono la situazione economica, sociale ed educativa. Valutano le fragilità, ma anche il contesto in cui quel bambino sta crescendo.
Perché ogni situazione è diversa. E ogni decisione richiede uno sguardo attento.
I poverissimi tra i poveri
Tra tante situazioni difficili, le responsabili sono chiamate a individuare quelle più urgenti. Quelle in cui il rischio di esclusione, abbandono scolastico o grave vulnerabilità è maggiore. È una scelta che nessuno vorrebbe dover fare. Ma è anche ciò che permette di utilizzare ogni sostegno nel modo più efficace possibile.
Una condizione è indispensabile
Esiste una sola regola che accomuna tutti i bambini sostenuti. Frequentare la scuola.
Non chiediamo di essere i migliori della classe. Non chiediamo voti perfetti. Non chiediamo talenti straordinari. Chiediamo soltanto che ci sia la volontà di provarci.
Perché il nostro progetto non nasce per alleviare temporaneamente una difficoltà economica. Nasce per offrire un’opportunità attraverso l’istruzione. La scuola è il punto di partenza.
È il luogo dove un bambino può costruire autonomia, pensiero critico e possibilità. Ed è per questo che rappresenta la condizione fondamentale per entrare e rimanere nel progetto.
La selezione è solo l’inizio
Quando un bambino entra nel sostegno a distanza, il lavoro delle responsabili non finisce. Inizia.
Continuano a monitorare il suo percorso scolastico. Incontrano regolarmente la famiglia. Intervengono quando emergono difficoltà. Ascoltano. Consigliano. Accompagnano.
E, molto spesso, fanno un lavoro che nessuno vede.
Convincere una famiglia a non ritirare un figlio da scuola.
Aiutare un adolescente a non arrendersi.
Ricordare ogni giorno a un bambino che il suo futuro vale lo sforzo che sta facendo oggi.
Sono piccoli gesti che raramente finiscono in una fotografia.
Eppure sono quelli che fanno davvero la differenza.
Dietro ogni sostegno c’è molto più di una donazione
Quando inizi un sostegno a distanza, non stai semplicemente aiutando un bambino.
Stai permettendo alle responsabili del centro di dire “sì” a una nuova storia.
Stai dando loro la possibilità di dare un po’ più di speranza a un altro bambino che, fino a quel momento, era in attesa. Ed è forse questa la parte più bella del progetto.
Ogni nuovo sostenitore non cambia soltanto la vita di un bambino.
Rende possibile l’ingresso del prossimo.
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