In questi giorni stanno arrivando le prime lettere dei bambini che, dopo aver tradotto una per una, invieremo ad ogni sostenitore.
Ogni anno succede sempre la stessa cosa: quando apriamo quelle buste, il tempo si ferma un attimo. Perché dentro non ci sono solo fogli.
Ci sono disegni piegati male. Colori. Calligrafie incerte. Piccole frasi scritte con attenzione. A volte persino il profumo del luogo da cui arrivano. E dentro quelle lettere c’è soprattutto una cosa: un bambino che sta provando a raccontarsi. Anche se non è semplice.
Anche scrivere non è facile
A volte le lettere dei bambini sono brevi. A volte semplici. Ed è normale così.
Bisogna immaginarsi un bambino che prova a raccontarsi a una persona lontanissima, spesso in un’altra lingua, in un’altra parte del mondo.
Non è spontaneo. Non è immediato.E proprio per questo ogni frase vale tantissimo.
Anche un semplice “sto bene” oppure: “mi piace giocare” diventa qualcosa di profondamente personale.
Una lettera non è “solo” una lettera
Quando si parla di sostegno a distanza, spesso si pensa subito all’aiuto economico. Ed è vero: il sostegno serve a garantire istruzione, presenza educativa, pasti, continuità. Ma poi succede qualcosa di più umano. Qualcosa che non entra nei numeri. Succede che quel bambino scopre che, da qualche parte nel mondo, c’è qualcuno che pensa a lui.
Qualcuno che aspetta sue notizie. Che vuole sapere come sta.
Che vuole conoscere qualcosa della sua vita. E questo cambia tantissimo.
Succede ancora di più quando il sostenitore decide di scrivere una lettera a quel bambino. Perché ricevere una lettera significa scoprire che qualcuno, dall’altra parte del mondo, ha deciso di fermarsi un momento per pensare proprio a lui/lei.
Lo abbiamo visto con i nostri occhi durante i viaggi di monitoraggio
Oggi vogliamo invitarvi a scrivere anche voi, se siete dei sostenitori, una lettera al bambino che sostenete perché sappiamo cosa voglio voglia dire per loro, per lui, per lei.
Durante i nostri viaggi di monitoraggio abbiamo consegnato delle vostre lettere a mano direttamente nelle mani dei bambini. Sono momenti che non si dimenticano facilmente. Che meraviglia.
Abbiamo visto bambine stringerle fortissimo. Guardarci incredule. Sorridere in un modo diverso. Abbiamo visto occhi riempirsi di orgoglio. Perché quella lettera era loro.
Solo loro.
Non una comunicazione generica. Non qualcosa “per tutti”.
Qualcuno aveva scritto proprio a loro. E forse è difficile spiegare quanto possa essere importante sentirsi scelti, quando nella vita tante cose ti fanno sentire invisibile.
“Qualcuno vuole sapere di me”
Molti di questi bambini non conoscono davvero il sostenitore. Magari non ne hanno mai visto il volto. Magari hanno solo un nome e qualche informazione. Eppure quella relazione, anche a distanza, esiste davvero. Perché una lettera dice:
👉 “io ti vedo”
👉 “mi interessa sapere come stai”
👉 “sei importante per qualcuno”
E per un bambino, questa cosa ha un valore enorme.
Perché insistiamo tanto sulle lettere
Per questo, ogni anno, invitiamo sempre i sostenitori a scrivere. Davvero.Non per formalità. Non perché “si deve fare”. Ma perché sappiamo cosa succede quando quella lettera arriva.
Sappiamo cosa si accende. E sappiamo anche che il sostegno a distanza non è soltanto “mandare soldi”. Il bello del sostegno a distanza è proprio questo: 👉 la possibilità di creare una relazione reale
Una relazione magari lontana, magari fatta di poche parole, magari imperfetta. Ma vera.
Inviare una lettera al bambino è facile:
- Può essere fatto cliccando qui e compilando il modulo di contatto
- Può essere inviata per mail a sostegnoadistanza@gmail.com
- Può essere inviata anche su whatsapp
Anche in fondo ad ogni nostra newsletter trovi il link diretto!
Per la traduzione non vi preoccupate!
Ci pensiamo noi!
E poi ci sono le videochiamate
Negli ultimi anni alcuni sostenitori hanno avuto anche la possibilità di fare videochiamate con i bambini. E ogni volta è un’emozione difficile da spiegare.
C’è timidezza.
Ci sono sorrisi trattenuti.
Ci sono mani che salutano da lontano.C’è chiaramente l’imbarazzo di due lingue diverse parlate attraverso noi che facciamo da ponte traducendo
Ma soprattutto c’è una cosa bellissima:
due mondi che per un momento si incontrano davvero.
Una presenza che resta
Forse questa è la parte più importante di tutte. Un bambino sostenuto non riceve così soltanto un aiuto concreto.
Riceve anche un messaggio silenzioso che dice:
👉 “tu esisti”
👉 “tu hai valore”
👉 “qualcuno ha scelto di esserci”
E a volte una lettera può fare molto più di quanto immaginiamo.
Un invito semplice
Quindi oggi vogliamo dirlo soprattutto ai nostri sostenitori: scrivete. Anche se vi sembra una cosa piccola.
Anche se non sapete bene cosa dire.
Anche se pensate che “tanto sarà solo una lettera”.
Perché per quel bambino potrebbe non essere “solo” una lettera.
Potrebbe essere il momento in cui si sente importante davvero.
DONA Il tuo 5×1000
il nostro codice fiscale è 04990730485
