È una delle domande che ci fanno più spesso.
“Ma i miei soldi arrivano direttamente al bambino?”
La risposta è semplice: No.
E probabilmente è proprio questo il motivo per cui il nostro Progetto di Sostegno a Distanza funziona da oltre venticinque anni.
Può sembrare una scelta strana.
In realtà è una scelta nata dall’esperienza, dall’ascolto e, anche, dagli errori fatti all’inizio del nostro cammino.
Ne abbiamo parlato anche in questo reel sul nostro profilo instagram! Ci segui? @faggiovallombrosano
All’inizio facevamo diversamente
Quando il progetto è nato, negli anni Novanta, l’idea era quella che hanno molte persone quando pensano al sostegno a distanza: aiutare economicamente una famiglia affinché potesse prendersi cura del proprio bambino.
Sembrava la strada più naturale.
Poi abbiamo capito che la realtà era molto più complessa.
Abbiamo incontrato famiglie straordinarie, capaci di fare sacrifici enormi per i propri figli.
Ma abbiamo incontrato anche situazioni molto difficili.
Genitori con dipendenze da alcol o droghe.
Famiglie schiacciate dalla povertà.
Contesti in cui il lavoro mancava, l’istruzione non è considerata una priorità e ogni giorno è una lotta per sopravvivere.
In alcune situazioni, i soldi destinati ai bambini finivano inevitabilmente per essere utilizzati per altre necessità.
Non perché i genitori fossero cattive persone. Ma perché la realtà li costringeva a scegliere altro. E chi pagava il prezzo più alto era, ancora una volta, il bambino.
Non sempre la famiglia è il luogo più sicuro
Può essere difficile da accettare.Ma è una realtà che abbiamo imparato conoscendo da vicino i contesti in cui operiamo.
La maggior parte delle famiglie ama profondamente i propri figli.Eppure l’amore, da solo, non basta sempre a proteggerli.
Ci sono bambini che crescono in case segnate dalla violenza, dalle dipendenze, dalla povertà estrema o da una profonda mancanza di prospettive.
Ci sono ragazze che vengono spinte ad abbandonare gli studi per sposarsi.Ci sono ragazzi che devono iniziare a lavorare troppo presto.Ci sono bambini che non trovano nella propria casa quel luogo sicuro di cui ogni infanzia avrebbe bisogno.
Ed è proprio qui che entrano in gioco i nostri centri.
Perché affidiamo il sostegno ai centri
Noi non sosteniamo economicamente una famiglia. Sosteniamo un bambino attraverso un centro educativo. Sono due cose molto diverse.
Ogni centro è gestito da religiose con cui collaboriamo da anni. Persone che conoscono ogni famiglia, visitano le case, parlano con i genitori, seguono i bambini durante tutto l’anno e monitorano costantemente ogni situazione.Sono loro a decidere, caso per caso, come utilizzare al meglio le risorse.
Perché nessun bambino ha gli stessi bisogni di un altro.
Cosa possono diventare 26 euro al mese?
Una delle domande più frequenti è questa.
“Ma cosa possono fare davvero 26 euro?”
La risposta è: dipende.Dipende dal Paese.Dipende dalla zona.Dipende dall’età del bambino.Dipende dalla sua storia.
In alcuni centri 23€, che è la cifra che arriva al centro, coprono interamente la retta scolastica.In altri finanziano il materiale didattico, le uniformi o i libri.In altri ancora permettno di sostenere visite mediche, acquistare farmaci o garantire cure che la famiglia non potrebbe permettersi.Quando una famiglia attraversa un periodo particolarmente difficile, le responsabili possono decidere di consegnare un cesto alimentare con beni di prima necessità.In altri casi il bisogno più urgente è semplicemente ascoltare una madre, accompagnare un padre in difficoltà o aiutare una famiglia a ritrovare un equilibrio.
Per questo non esiste una risposta uguale per tutti.
Esistono persone che conoscono ogni bambino e scelgono ogni giorno come aiutarlo nel modo migliore.
Il lavoro che non si vede
Quando pensiamo al sostegno a distanza immaginiamo spesso una donazione.
In realtà il denaro è solo una piccola parte del progetto. La parte più importante è il lavoro quotidiano delle responsabili.
Entrano nelle case. Ascoltano. Mediano.Convincano le famiglie a non ritirare i figli da scuola. Ricordano ai ragazzi quanto sia importante continuare a studiare. Aiutano le mamme. Sostengono i papà. Intervengono quando un bambino smette di frequentare il centro.
Sono educatrici, consigliere, punti di riferimento e, spesso, le prime persone a credere nel futuro di quei bambini.
I piccoli miracoli del Faggio
C’è un’espressione che usiamo spesso.
La chiamiamo “i piccoli miracoli del Faggio”.
Perché succede davvero.Le responsabili riescono a fare moltissimo con risorse limitate.Capita che il sostegno di pochi bambini permetta di garantire il pranzo a centinaia di altri.Che l’acquisto del materiale scolastico venga organizzato in modo da aiutare un’intera classe.Che un centro riesca a rimanere aperto anche grazie alla gestione attenta delle donazioni. Non è magia. È dedizione ma anche conoscenza del territorio, capacità organizzativa ed esperienza.
Ed è questo che ci da la fiducia che scegliamo di riporre ogni giorno nelle persone che lavorano accanto ai bambini.
Perché questo modello continua a funzionare
Il nostro obiettivo non è semplicemente trasferire denaro. È creare le condizioni perché ogni bambino possa crescere in un ambiente più sicuro, studiare, ricevere cure quando servono e immaginare un futuro diverso ma non funzionerebbe senza le responsabili dei centri in cui il Progetto di Sostegno a Distanza è attivo.
Perché sono loro a conoscere davvero ogni storia. Perché possono intervenire quando le difficoltà cambiano.Perché riescono a vedere quello che da migliaia di chilometri di distanza nessuno potrebbe vedere.Ed è proprio questa rete di relazioni, costruita giorno dopo giorno, che rende il sostegno a distanza qualcosa di molto più grande di una semplice donazione.
Dietro ogni donazione c’è una scelta di fiducia
Quando scegli di sostenere un bambino attraverso il Faggio Vallombrosano, non stai semplicemente inviando 26 euro al mese (di cui 23 vanno direttamente al centro). Stai scegliendo di affidarti a persone che conoscono ogni famiglia, ogni difficoltà e ogni possibilità di crescita.
Stai sostenendo un progetto educativo che mette sempre il bambino al centro, senza dimenticare il contesto in cui vive.
Ed è proprio questo che, da oltre venticinque anni, continua a fare la differenza.
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Scopri come lavoriamo, conosci i nostri centri e aiutaci a costruire, insieme, luoghi sicuri dove ogni bambino possa crescere, studiare e sentirsi importante. DONA ORA
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