“E il bambino? Rimane senza aiuto?”
Ed è una domanda importante.
Perché chi sceglie di iniziare un sostegno a distanza non sta facendo una donazione qualsiasi: sta entrando, anche se da lontano, nella vita di un bambino e del centro che lo accompagna a crescere.
Per questo è naturale chiedersi cosa succeda quando, per qualsiasi motivo, un sostenitore decide di interrompere il proprio contributo.
La risposta è semplice.
Il bambino non viene mai lasciato solo.
Le persone cambiano. E la vita cambia con loro.
In oltre venticinque anni di attività abbiamo conosciuto centinaia di sostenitori.
Alcuni ci accompagnano fin dall’inizio.
Altri restano con noi per qualche anno.
Altri ancora, a un certo punto della loro vita, devono fermarsi.
Può succedere per motivi economici.
Per un cambiamento lavorativo.
Per una malattia.
Perché la famiglia cresce.
O semplicemente perché le priorità cambiano.
E va bene così.
Noi sappiamo che dietro ogni scelta c’è una storia che merita rispetto.
Per questo chiediamo sempre una sola cosa: avvisarci in anticipo.
Saperlo con anticipo ci permette di gestire la situazione prima che accada e questo ha un sacco di conseguenze positive.
Il bambino continua il suo percorso
Quando un sostegno si interrompe, il nostro primo pensiero non è cercare un nuovo sostenitore.
Il primo pensiero è il bambino.
Le responsabili del centro continuano a seguirlo esattamente come il giorno prima.
Continua ad andare a scuola.
Continua a frequentare il centro.
Continua a ricevere il sostegno educativo, i pasti, il materiale scolastico e tutto ciò di cui ha bisogno.
Perché un bambino non può mettere in pausa la propria crescita in attesa di un nuovo sostegno.
Dietro le quinte: i “riaffidabili”
Nel nostro lavoro utilizziamo una parola particolare per questi bambini. Li chiamiamo i riaffidabili.
Sono i bambini il cui sostegno si è interrotto e che sono in attesa di incontrare un nuovo sostenitore.
È una fase delicata.
Perché quel bambino continua ad avere bisogno di tutto ciò che aveva il giorno prima.
La scuola.
Le attività.
L’accompagnamento delle responsabili.
L’ascolto.
Nulla cambia nella sua quotidianità.
A cambiare è solo il modo in cui riusciamo a sostenere quel percorso.
Trovare un nuovo sostenitore non è sempre facile
C’è un aspetto di cui si parla poco, ma che per noi è molto importante.
Quando un bambino diventa riaffidabile, spesso non è più un bambino piccolo.
Magari ha già 12, 13 o 15 anni. È cresciuto nel progetto, ha studiato per anni, ha costruito un rapporto con il centro e continua ad aver bisogno di essere accompagnato fino alla fine del suo percorso.
Ed è proprio in quel momento che trovare un nuovo sostenitore può diventare più difficile.
Naturalmente non esiste un “catalogo” da cui scegliere il bambino da sostenere. Ogni nuovo abbinamento nasce da un’attenta valutazione fatta insieme alle responsabili dei centri.
Noi cerchiamo sempre di tenere conto di diversi aspetti: il centro che in quel momento ha maggiore necessità, le situazioni più delicate che ci vengono segnalate dalle responsabili e, quando possibile, anche dei desideri di chi decide di iniziare un sostegno a distanza.
Molti sostenitori, ad esempio, ci raccontano che vorrebbero accompagnare un bambino fin da piccolo, vederlo crescere anno dopo anno, ricevere le sue lettere e seguirne il percorso nel tempo. È un desiderio che comprendiamo benissimo e che racconta tutta la bellezza del sostegno a distanza.
Ma c’è anche un altro punto di vista.
Ci sono ragazzi e ragazze che hanno già fatto tanta strada, che hanno continuato a studiare nonostante le difficoltà, che sono sempre più vicini al traguardo e che, proprio perché sono cresciuti, rischiano di aspettare più a lungo un nuovo sostenitore.
Eppure sono loro ad avere ancora bisogno di qualcuno che creda nel loro futuro.
Per questo, quando ci chiedete quale bambino sostenere, il nostro invito è sempre lo stesso: lasciatevi guidare anche dal bisogno.
Perché a volte il sostegno che cambia davvero una storia è proprio quello che arriva nel momento in cui sembrava più difficile trovare qualcuno disposto a esserci.
Come facciamo a garantire continuità?
È qui che entra in gioco una parte del nostro lavoro che spesso resta invisibile.
Quando un sostegno si interrompe, non lasciamo che sia il centro a gestire da solo quella difficoltà.
Cerchiamo un nuovo sostenitore.
Raccontiamo la storia del progetto.
Utilizziamo le preziosissime donazioni generiche ricevute dagli Amici del Faggio. Lo facciamo proprio per garantire che nessun bambino debba interrompere il proprio percorso educativo.
Sono quelle donazioni che non hanno un destinatario preciso, ma che ci permettono di rispondere alle situazioni più urgenti.
E sono preziosissime perchè sono quelle stesse donazioni che ci permettono tante altre azioni per poter portare avanti il progetto.
A volte nasce un sostegno condiviso
Negli ultimi anni abbiamo visto nascere una bellissima forma di solidarietà.
Ci sono famiglie che sostengono un bambino insieme.
Gruppi di amici che decidono di condividere il contributo mensile.
Colleghi che coinvolgono il proprio luogo di lavoro.
Aziende che scelgono di sostenere un progetto educativo come parte del proprio impegno sociale.
Perché aiutare un bambino non è necessariamente un gesto da fare da soli.
Può diventare un progetto condiviso.
La relazione non finisce con una donazione
C’è un’altra cosa che ci teniamo a dire.
Quando un sostegno termina, non si cancellano gli anni trascorsi insieme.
Restano le lettere.
I disegni.
Le fotografie.
I racconti.
Resta il tratto di strada percorso insieme.
E resta tutto quello che, in quel periodo, è stato possibile costruire.
Per questo non consideriamo mai un sostegno “fallito” solo perché si interrompe.
Ogni mese trascorso insieme ha contribuito a far crescere un bambino. E questo valore rimane.
Ogni nuovo sostegno è un nuovo inizio
Ogni volta che un bambino diventa riaffidabile, sappiamo che da qualche parte potrebbe esserci una persona pronta a ricominciare quella storia.
Magari qualcuno che ci ha conosciuti da poco.
Magari un gruppo di amici.
Magari un’azienda.
Magari proprio tu che stai leggendo.
Perché il sostegno a distanza non è un gesto perfetto.
È una scelta concreta che, anche quando cambia nel tempo, continua a lasciare un segno.
Vuoi aiutare un bambino a continuare il suo percorso?
Ogni nuovo sostegno a distanza permette a un bambino di continuare a frequentare la scuola, crescere in un luogo sicuro e costruire il proprio futuro.
E se non puoi attivare un sostegno da solo, ricorda che puoi farlo anche insieme ad amici, familiari, colleghi o alla tua azienda.
👉 Scopri come funziona il Progetto di Sostegno a Distanza.
👉 Oppure sostieni i bambini in attesa di un nuovo sostenitore con una donazione libera.
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